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Cartaditalia - edizione speciale: 2018 Anno europeo del patrimonio culturale.

 

Cartaditalia - edizione speciale: 2018 Anno europeo del patrimonio culturale.

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Quale tema, in apparenza, più consensuale del patrimonio? Chi potrebbe negare l’importanza di coltivare la memoria del passato, di salvaguardarne i monumenti, le testimonianze più significative? Eppure mai come in questi anni, dietro un superficiale irenismo di facciata (tutti in fila nelle “Giornate del Patrimonio” a visitare castelli e ville patrizie normalmente chiusi al pubblico...), covano tensioni profonde e talora devastanti.

Nel momento stesso in cui scriviamo queste righe giunge la notizia che negli USA alcune statue di Cristoforo Colombo sono state  distrutte o danneggiate da chi intendeva denunciarne il valore di simboli del colonialismo imperialista dell’Occidente. Questo solo esempio, fra i tanti che riempiono le cronache di questi ultimi anni, ci rivela quanto problematico e controverso sia il concetto  stesso di patrimonio e a quali esiti conflittuali possano condurre le concrete pratiche a esso associate. 

Quando ho appreso da Silvia Costa, ormai più di un anno fa, che l’Unione europea aveva proclamato il 2018 Anno europeo del  patrimonio, ho subito pensato che fosse un’occasione irrinunciabile per cercare di “fare il punto” sulla situazione del dibattito, politico e scientifico, sul patrimonio.
Un’impresa che, per quanto difficile da realizzare, vista la complessità e la varietà delle implicazioni che la “questione patrimonio” mette in gioco, mi è parsa pienamente in linea con le ambizioni di “CARTADITALIA”, impegnata da una decina d’anni a questa parte, a
prima, ora a Bruxelles, a cercare di tracciare cartografie di aree della cultura contemporanea. 

Per affrontare adeguatamente un compito tanto arduo da apparire talora quasi impossibile, occorreva, in primo luogo, abbracciare una prospettiva europea e, une fois n’est pas coutume, fare di “CARTADITALIA” una “CARTADEUROPA”, con il concorso di studiosi e specialisti d’ogni parte del continente. Ciò è stato reso possibile dall’autorevolezza e dalla competenza di Pier Luigi Sacco, curatore di questo numero, che ha saputo non solo organizzare analiticamente l’indagine nella molteplicità delle sue articolazioni, ma anche  individuare volta a volta le voci cui affidare la trattazione dei vari contributi.


Non minore importanza ha avuto, sin dal primo concepimento del progetto, il sostegno e la fiducia di Massimo Bray, che nella sua veste di direttore generale delle prestigiose edizioni dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, ha accettato di essere coeditore di questo numero speciale di “CARTADITALIA”. Le iniziative ambiziose richiedono ambiziose risorse. Se la validità di un progetto si misura anche dalla varietà delle forze che riesce a mobilitare intorno a sé, ebbene mai come in questo caso “CARTADITALIA” ha raccolto  onsensi su fronti diversi.

Sul piano istituzionale, dalla Direzione Generale per l’Educazione e la Cultura della Commissione europea, dalla Direzione Generale  sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del
Turismo, dal Ministero francese dell’Europa e degli Affari Esteri e dal Goethe-Institut.
In ambito privato, da due realtà internazionali impegnate da anni a misurarsi con le sfide poste dalla conservazione e dalla promozione del patrimonio, la società Bertelsmann, proprietaria dell'Archivio Storico Ricordi, e Google Arts & Culture. A tutti coloro che ho sin qui ricordato desidero esprimere la mia più viva gratitudine: senza il loro aiuto questi due ponderosi volumi non avrebbero visto la luce.

Paolo Grossi.
Direttore Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles


Luogo:

Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles

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